Fabio Armani - Simmetrie III

Pentalogos
Autore

Le simmetrie:
da parecchi anni i temi dela simmetria e dell'auto-organizzazione sono un elemento chiave delle mie composizioni musicali. Il brano Simmetrie III, che prosegue il percorso concettuale già intrapreso con Simmetrie I e II, nasce come sperimentazione sonora gravitante attorno al principio di auto-organizzazione e di simmetria multi-dimensionale. PArtendo da tale concetto, la struttura dell'opera si nuove attraverso diversi contesti sia percettivi che fisico/naturali.
Da un lato si ha quindi l'esperienza soggettiva dell'ascolto caratterizzato dalla molteplicita' e dall'ambiguita' sonora creatrice d'immagini e sembianti speculari ed autosimili, dall'altro la concretezza della materia viene organizzata secondo principi formali dati dalla teoria del caos. Il ruolo costruttivo del disordine e del caso nel divenire della realta' diviene un continuum di sensazioni e di processi compositivi (dal caos all'ordine) che viene esplorato da percorsi geodetici non deterministici in cui l'ascoltatore e' l'attore fondamentale.

L'opera musicale e' un espansione sensoriale e sonora dell'oggetto stesso che vuole rappresentare (totem e/o scultura) realizzata da Nicola Ludwig. Oppure la scultura non è altro che una delle possibili cristallizazioni (proiezioni) della struttura estetica musicale che si organizza nei suoni delle Simmetrie?

In Simmetrie III, possiamo quindi parlare della musica come di una scultura del tempo? Se cosi' e', "possiamo accogliere l'idea di un tempo complesso, in cui cioe' si tessono letteralmente assieme tempi differenti, il reversibile dell'astronomia newtoniana e della cronologia, l'irreversibile entropico e l'altro irreversibile dell'evoluzione del vivente? Non potrebbe essere l'altro tempo, quello atmosferico, con le sue manifestazioni imprevedibili, a fornirci una rappresentazione della molteplicita' di tempi che si annodano nel divenire dell'universo?"

I principi di auto-organizzazione dell'opera si proiettano su quattro piano differenti (che possiamo identificare con altrettanti fattori di scala o punti di osservazione fenomenologica) che vanno dalla microstruttura sonora alla macro forma musicale.
Le strutture utilizzate sono:

  • Livello profondo: microstruttura sonora e timbrica
  • Livello intermedio: struttura di controllo gestuale
  • Livello superficiale: gli eventi
  • Livello esterno: forma e macro forma

Note di: Fabio Armani