|
|
 |
|
Marco Currò è nato a vigevano il 15 settembre 1964. I suoi interessi culturali spaziano tra arte, architettura, fotografia, cinema, letteratura, musica, ed è un estimatore della cultura tedesca.
S'interessa fin da giovanissimo di fotografia, dal 1985 inizia a collaborare professionalmente con
l'agenzia fotografica "photofinish", per il quale frequenta negli anni 1986/88 "terrazza martini"
di Milano, contemporaneamente porta avanti l'interesse per la letteratura, scrive poesie, aforismi e racconti.
|
Il desiderio crescente, di trovare un linguaggio basato sulla "creatività assoluta", lo mette in contrasto con il mondo
fotografico.
Currò ritiene che nel mondo fotografico manchino le idee autonome, la fotografia rimanga ancorata ad un'idea statica,
un mondo rivolto a se stesso, legato al fattore visivo della realtà, e spesso prigioniera del business.
Nell'aprile del 1988 inizia la collaborazione con lo studio fotografico "la novelle photo". Nel dicembre 1988 nascono le prime fotografie inoggettive denominate "lucigrafie", la luce che è l'essenza della fotografia, ne diviene il soggetto e assieme al colore modulo espressivo-comunicativo.
Le immagini create vengono costruite con la metodologia della riflessione della luce, che varia a seconda dei diversi materiali utilizzati. le tecniche impiegate, seguono un concetto di "purezza" quasi pittorica.
Dalle sue ricerche e sperimentazioni Currò bandisce i filtri colorati, luci colorate, esposizioni multiple, elaborazioni in studio o al computer. La motivazione di tale scelta e da cercarsi nel suo ideale di "creazione assoluta", ma anche nella scelta di seguire una linea di "semplicità", di senso della manualità e di naturalità della luce, più vicina a un'idea spirituale.
Esperienze professionali
La prima mostra personale risale all'aprile 1989, negli anni novanta approfondisce gli studi di storia dell'arte, della fotografia e del cinema.
Le sperimentazioni più "estreme" sono datate 1990/91, dove le opere assumono un valore quasi concettuale.
Negli anni 1996/97 l'amore per la cultura tedesca lo porta a trasporre l'essenza del romanzo "le affinità elettive" di Goethe, in fotografie inoggettive,
in cui le "affinità" chimico-sentimentali del poeta, diventano affinità cromatiche, le immagini di ordine mentale, sono costruite su geometrie rigorose.
Nel 1999 si apre un nuovo ciclo creativo, dove la luce assume il valore di "energia" che si manifesta in forme "fluide", a richiamo dell'antico ideale filosofico "dell'anima del mondo". alla luce si contrappone il metallo (un non colore) che crea l'equilibrio tra le diverse energie della luce (positive-negative / yin-yan).
Tra le principali mostre:
- la personale "lucigrafie" presso la pinacoteca di vigevano 1996
- l'esposizione multimediale "fateci spazio" del 1996, presso il palazzo delle esposizioni di Vigevano
- la "personale" alla parnaso di pavia 1997
- nello stesso anno l'invito alla mostra "arte in Vigevano una storia che continua" presso la Fondazione Roncalli, patrocinata dalla regione Lombardia
- nel 1999 è invitato alla mostra "il percorso dell'arte vigevanese nel novecento" tenuta nelle sale del castello Sforzesco.
Note sulle opere
Dall'88 a oggi numerose sono state le ricerche sulla luce, perlopiù di carattere lirico.
Nelle opere, la struttura fotografata si presenta lontana da ogni riferimento con la realtà oggettiva,
ma si assume come "oggetto concreto" in cui la luce diventa verità.
Il suo pensiero, così come il suo vissuto è raccolto nel saggio autobiografico "l'emancipazione della fotografia" ancora da ultimare.
Numerose sono state anche le "proiezioni multimediali" con le diapositive originali.
NOTA: fate click sull'immagine ridotta per visualizzare l'immagine nel suo formato standard.
|