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DIDATTICA - Sintetizzatori digitali |
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A partire dagli anni Ottanta si è avuta la diffusione dei sintetizzatori digitali. Dapprima macchine ibride in cui la generazione era ancora analogiche e il controllo digitale e poi veri e propri computer musicali in grado di molti timbri contemporaneamente, effetti e di suonare intere composizioni in modo automatico. Gli anni 1982-1983 hanno portato le industrie costruttrici di strumenti musicali a una svolta decisa in favore del controllo digitale; dal 1982 è operante una convenzione internazionale per l'interfacciamento tra i sintetizzatori e altre apparecchiature, nota come MIDI (Musical Instrument Digiatl Interface). I principali vantaggi offerti dalla tecnologia digitale nell'ambito della produzione dei suoni possono essere brevemente riassunti nel modo seguente: i nuovi sintetizzatori non sono più soggetti a scordature, sono in grado di memorizzare i suoni, un apparecchio è esattamente uguale ad un altro (è quindi possibile scambiarsi i suoni), e soprattutto: si è reso possibile sviluppare delle nuove forme di generazione del suono. Un timbro proveniente da un sintetizzatore digitale non è altro che il risultato di procedimenti di calcolo incredibilmente complessi e veloci. Se nelle macchine analogiche erano necessarie delle schede complicate, costose e ingombranti, oggi troviamo un chip nel quale ogni componente esiste soltanto ancora in quanto perte del programma e richiede una frazione dei costi e dello spazio rispetto alle schede precedenti, pur offrendo potenzialità molto più ampie. Al giorno d'oggi, quasi ogni sintetizzatore è in grado di fondere impressioni naturali e impressioni elettroniche, dato che può usare in quanto ingredienti dei suoni naturali digitalizzati (i sample). Anche per quanto riguarda l'espressività esecutiva, il sintetizzatore consente delle varianti che uno strumento acustico potrebbe difficilmente offrire. In misura limitata, tali possibilità espressive possono naturalmente anche essere usate per imitare l'articolazione naturale di uno strumento acustico, come per esempio per ricreare una corda tirata della chitarra o il vibrato della tromba. Se qualche anno fa la fantasia del creatore di suoni chiedeva troppo alle potenzialità offerte dal sintetizzatore, oggi la situazione si è invertita. Inoltre, non è assolutamente necessario essere uno specialista per riuscire a sfruttare le potenzialità sonore di un sintetizzatore. Ogni strumento offre molteplici timbri che possono essere richiamati premendo semplicemente un pulsante. Grazie alle possibilità offerte dalla memorizzazione, è possibile anche crearsi una propria libreria di suoni. Inoltre, molti sintetizzatori offrono la possibilità di generare contemporaneamente e indipendentemente fino a trentadue timbri diversi - un compito per il quale un tempo servivano ben trentadue sintetizzatori completi e distinti.
Due workstation K2500 della Kurweil Il futuro del sintetizzatore si confonde con quello degli strumenti computerizzati. Alcuni sintetizzatori polifonici digitali incorporano una serie di automatismi che prima erano ottenibili solo collegandosi ad altri apparecchi. L'idea del sintetizzatore come "fabbrica di musica" che era implicita nel gigantesco impiantodi Olson e Belar, è entrata oramai nella case di tutti. Ulteriori informazioni |